Il collutorio è un aiuto in più, non un sostituto di spazzolino e filo interdentale. Usato nel modo giusto e nelle situazioni giuste può avere un ruolo utile, ma la pulizia meccanica dei denti resta la base della salute orale. La risposta alla domanda “serve davvero?”, quindi, è: dipende dal tipo di collutorio e da cosa ci si aspetta. In questo articolo vediamo quali tipi di collutorio esistono, che cosa dice l’evidenza scientifica sulla loro efficacia e quando ha senso usarli.
Che cos’è il collutorio e quali tipi esistono?
Il collutorio è una soluzione liquida da usare in sciacqui, pensata per completare l’igiene orale. Esistono tipi diversi con finalità diverse. I due gruppi più rilevanti dal punto di vista clinico sono i collutori al fluoro, orientati alla prevenzione della carie, e i collutori a base di clorexidina, un antisettico usato per il controllo della placca e dell’infiammazione gengivale. Sono prodotti con scopi differenti: capire a cosa serve ciascuno aiuta a evitare aspettative sbagliate.
Il collutorio al fluoro aiuta contro la carie?
Il fluoro è un alleato importante nella prevenzione della carie: la fluorizzazione è considerata universalmente il fondamento della prevenzione della carie.1 I collutori al fluoro possono quindi contribuire, come apporto aggiuntivo di fluoro. Un’evidenza specifica, del resto, esiste: secondo una revisione Cochrane condotta su bambini e adolescenti, l’uso regolare e supervisionato di collutori al fluoro è associato a una riduzione di circa il 27% delle superfici cariate nei denti permanenti rispetto al non utilizzarli, con un’evidenza di qualità moderata.8,9 Va però ridimensionata l’idea che siano lo strumento principale: il dentifricio fluorato è ad oggi il mezzo di prevenzione della carie e di assunzione di fluoro più efficace.2 In altre parole, il gesto quotidiano più utile resta lavarsi i denti con un dentifricio al fluoro; il collutorio al fluoro è un rinforzo, non il protagonista. I collutori al fluoro, inoltre, non sono indicati sotto i sei anni di età, per il rischio di ingestione di fluoro.10
Il collutorio alla clorexidina funziona contro placca e gengivite?
Qui l’evidenza scientifica è chiara ed è utile riportarla con precisione. Secondo una revisione Cochrane, che ha raccolto i risultati di 51 studi per un totale di 5.345 partecipanti,7 l’uso di collutori contenenti clorexidina in aggiunta al normale spazzolamento porta a una forte riduzione dell’accumulo di placca, con un’evidenza di alta qualità.3 La stessa revisione riporta, sempre con evidenza di alta qualità, una riduzione moderata della gengivite nelle persone che ne hanno un livello lieve; precisa però che, essendo il livello di infiammazione di partenza già basso, questa riduzione non è considerata clinicamente rilevante.4
C’è però un aspetto da conoscere: l’uso della clorexidina per quattro settimane o più provoca la comparsa di macchie sui denti, che richiedono poi una rimozione professionale con pulizia e lucidatura.5 È il motivo per cui la clorexidina non è pensata per l’uso quotidiano prolungato, ma per cicli limitati nel tempo e su indicazione del dentista o dell’igienista, che valuta quando e per quanto tempo usarla in base alla situazione clinica.
Il collutorio sostituisce spazzolino e filo?
No, e questo è il punto più importante. Negli studi la clorexidina è stata valutata proprio come aggiunta al normale spazzolamento e alla pulizia dei denti, non come sostituto.3 La logica clinica è la stessa: ridurre la carica batterica è il primo aspetto su cui agire, e l’igiene orale meccanica è ciò che rimuove fisicamente la placca.6 Il collutorio agisce su ciò che resta, ma non arriva dove arrivano lo spazzolino e il filo. Per questo va inteso come un complemento all’igiene quotidiana, mai come una scorciatoia per saltarla.
Quando e come usare il collutorio?
In sintesi, il collutorio ha senso in un quadro di buona igiene di base. Un collutorio al fluoro può essere un’aggiunta utile alla prevenzione della carie, senza sostituire il dentifricio fluorato. Un collutorio alla clorexidina è invece uno strumento mirato, da usare per periodi limitati e preferibilmente su indicazione professionale, tenendo conto del possibile effetto macchiante. La scelta del prodotto e della durata va personalizzata in base alla situazione clinica: per questo è utile parlarne durante una visita o una seduta di igiene dentale. Se hai le gengive infiammate, puoi approfondire cosa fare nell’articolo dedicato alle gengive infiammate.
Domande frequenti sul collutorio
Il collutorio serve davvero?
Sì, ma come complemento. Un collutorio al fluoro può aiutare la prevenzione della carie, pur restando il dentifricio fluorato il mezzo più efficace;1,2 un collutorio alla clorexidina riduce soprattutto l’accumulo di placca (e, in misura clinicamente modesta, la gengivite lieve) secondo l’evidenza,3,4 ma non sostituisce spazzolino e filo.
Il collutorio può sostituire lo spazzolino?
No. La pulizia meccanica con spazzolino e filo è la base per rimuovere la placca; il collutorio agisce in aggiunta, non al suo posto.3,6
La clorexidina si può usare tutti i giorni per sempre?
Non è indicata per l’uso quotidiano prolungato: dopo quattro settimane o più può macchiare i denti, macchie che vanno poi rimosse con una pulizia professionale.5 Va quindi usata per cicli limitati e su indicazione del professionista.
Qual è il collutorio migliore?
Non esiste un collutorio “migliore” in assoluto: dipende dall’obiettivo. Per la prevenzione della carie contano il fluoro e una buona igiene;1,2 per il controllo di placca e gengivite in situazioni specifiche può essere indicata la clorexidina, con i limiti d’uso visti.4,5
Conclusione: uno strumento utile, al posto giusto
Il collutorio non è né inutile né miracoloso: è uno strumento che dà il meglio quando si aggiunge a una buona igiene quotidiana, non quando la si vuole sostituire. Scegliere il tipo giusto per l’obiettivo giusto, e usarlo per il tempo giusto, è ciò che ne determina l’utilità reale. Nella mia esperienza clinica, il collutorio dà il meglio quando si aggiunge a una routine di igiene già solida.
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Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Coretti (Albo Roma 2793).
Fonti a supporto
Le informazioni sull’efficacia provengono da due revisioni sistematiche Cochrane (sulla clorexidina e sui collutori al fluoro), riportate con il loro grado di certezza; le citazioni Cochrane sono tradotte in italiano, con l’originale inglese a seguire. Le indicazioni sul fluoro e sull’igiene provengono dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) tramite il portale gengive.org.
- SIdP (gengive.org), «Fluorizzazione»: «fluorizzazione o fluoroprofilassi è considerata universalmente come il fondamento della prevenzione della carie.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Fluorizzazione»: «Il dentifricio fluorato è ad oggi il mezzo di prevenzione della carie e assunzione di fluoro più efficace.» apri la fonte
- Cochrane, revisione sistematica sui collutori alla clorexidina (CD008676): «Vi è un’evidenza di alta qualità che l’uso di collutori contenenti clorexidina, in aggiunta al consueto spazzolamento e alla pulizia dei denti per 4-6 settimane o 6 mesi, porta a una forte riduzione dell’accumulo di placca.» (ns. traduzione; originale in inglese: «There is high-quality evidence that the use of mouthrinses containing chlorhexidine in addition to usual toothbrushing and cleaning for 4 to 6 weeks or 6 months leads to a large reduction in the build-up of plaque.») apri la fonte
- Cochrane, revisione sistematica sui collutori alla clorexidina (CD008676): «Vi è inoltre un’evidenza di alta qualità di una riduzione moderata della gengivite nelle persone che ne presentano un livello lieve, sebbene, essendo il livello di malattia già basso, questa non sia considerata clinicamente importante.» (ns. traduzione; originale in inglese: «There is also high-quality evidence of a moderate reduction in gingivitis in people with a mild level of it, although because the level of disease was already low this is not considered clinically important.») apri la fonte
- Cochrane, revisione sistematica sui collutori alla clorexidina (CD008676): «Gli sciacqui per 4 settimane o più provocano la comparsa di macchie sui denti, che richiedono una rimozione professionale (ablazione e lucidatura) eseguita da un odontoiatra o da un igienista.» (ns. traduzione; originale in inglese: «Rinsing for 4 weeks or longer causes tooth staining, which requires scaling and polishing carried out by a dental professional.») apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Prevenzione dentale»: «Ridurre la carica batterica è il primo aspetto su cui agire; quindi, è chiaro che l’igiene orale e la prevenzione sono conseguenza l’una dell’altra.» apri la fonte
- Cochrane, revisione sistematica sui collutori alla clorexidina (CD008676): «Abbiamo incluso 51 studi che hanno analizzato un totale di 5345 partecipanti.» (ns. traduzione; originale in inglese: «We included 51 studies that analysed a total of 5345 participants.») apri la fonte
- Cochrane, revisione sistematica sui collutori al fluoro (CD002284): «Si osserva una riduzione del 27% delle superfici dentali cariate, mancanti e otturate nei denti permanenti con il collutorio al fluoro rispetto al placebo o al non utilizzo di collutorio.» (ns. traduzione; originale in inglese: «there is a 27% reduction in decayed, missing and filled tooth surfaces in permanent teeth with fluoride mouthrinse compared with placebo or no mouthrinse.») apri la fonte
- Cochrane, revisione sistematica sui collutori al fluoro (CD002284): «L’evidenza disponibile per i denti permanenti è di qualità moderata.» (ns. traduzione; originale in inglese: «Available evidence for permanent teeth is of moderate quality.») apri la fonte
- Cochrane, revisione sistematica sui collutori al fluoro (CD002284): «I collutori al fluoro non sono raccomandati per i bambini di età inferiore ai sei anni.» (ns. traduzione; originale in inglese: «fluoride mouthrinses are not recommended for children younger than six years of age».) apri la fonte

